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Sezione Dizionario di astronomia



    Lettera A


   Aberrazione cromatica:
Deformazione o variazione del colore nell'immagine di una sorgente non monocromatica dovuta alla decomposizione del raggio di luce da parte del sistema ottico che si comporta come un prisma. Tale problema si presenta in un solo tipo di telescopi: i rifrattori. Questo perchè essi presentano al loro interno un sistema di lenti. Attualmente però la maggior parte di essi non presenta tale difetto grazie a particolari tecniche correttive.


   Aberrazione sferica:
Spostamento apparente di una stella nel cielo dalla sua reale posizione, causato dal fatto che la luce viaggia ad una velocità 'finita'.


   Acondrite:
Meteorite litoide (vedi aerolite) privo di sferette di olivina.


   Acromatico:
Aggettivo che definisce un sistema ottico assente da aberrazione cromatica.


   Aerolite:
Meteorite litoide composto prevalentemente da magnesio e silicati di ferro; se ne distinguono due tipi: condrite e acondrite.


   Afelio:
Il punto più lontano dal Sole dell'orbita di un corpo celeste. Tale punto viene raggiunto dalla Terra il 4 gennaio.
Contrario: perielio.


   Airglow:
Debole luminosità del cielo notturno, da non confondere con il chiarore causato dalle luci artificiali delle città (inquinamento luminoso); è causata da fenomeni che hanno luogo nella parte più alta dell'atmosfera terrestre.


   Albèdo:
(dal lat. albedo: bianchezza) Qantità di luce incidente su un corpo celeste che viene riflessa nello spazio.
Ogni oggetto quando viene colpito da un fascio di luce, ne riflette una parte; lo stesso avviene sui corpi celesti. L'albèdo viene espresso con un numero compreso tra 0 e 1; tanto più esso si avvicina al numero uno, tanto più l'oggetto celeste riflette la luce nello spazio. Qui di seguito trovate l'albèdo dei principali corpi del Sistema Solare.

Mercurio: 0,07 - Venere: 0,61
Terra: 0,39 - Luna:
Marte: 0,15 - Giove: 0,44
Saturno: 0,41 - Urano: 0,45
Nettuno: 0,50 - Plutone: 0,6

Ovviamente l'albèdo viene usato per misurare la quantità di luce riflessa di un qualunque oggetto, non solo sui corpi celesti; ad esempio la neve fresca ha un albèdo molto elevato (0,9), mentre invece il carbone ha un alto potere assorbente, e di conseguenza anche una capacità di riflettere la luce molto bassa (albèdo: 0,05).


   Albireo (b Cygni):
Stella appartenente alla costellazione del Cigno; si tratta in realtà di un sistema doppio, formato da una stella gialla di terza magnitudine e da una compagna azzurra 6,3 volte meno luminosa e posta a 34,3" dalla prima. Proprio grazie a questa distanza, il sistema è facilmente 'risolvibile' anche con un binocolo.


   Aldebaran (a Tauri):
La stella più luminosa della costellazione del Toro. Il suo nome deriva dal fatto che segue l'ammasso aperto delle Pleiadi nel loro viaggio apparente attraverso il cielo. E' di magnitudine 0,85 e possiede una compagna di magnitudine 11 distante 31".


   Altair (a Aquilae):
(dall'Arabo: "L'Aquila") E' la stella del triangolo Estivo posta più ad oriente. Di colore bianco e di magnitudine 0,7, possiede altre due compagne, molto meno brillanti di essa.


   Andromeda:
Costellazione del cielo boreale. In essa è presente la famosa galassia di Andromeda (la più vicina alla nostra) denominata anche M31. Essa è visibile anche ad occhio nudo se le condizioni del cielo sono buone (cioè sia in assenza di luci artificali che di turbolenza atmosferica); la stagione migliore per cercarla è l'autunno-inverno, la sera poco dopo il tramonto del Sole.
Mitologia: Andromeda era per gli antichi la figlia del re di Etiopia, Cepheo e Cassiopea. Quest'ultima era una donna molto bella e si vantava adirittura di esserlo più di Giunone e delle Ninfe Nereidi. Per punire tanta superbia il Dio Nettuno inviò una balena a devastare le coste dell'Etipia e gli oracoli rivelarono che tale calamità sarebbe cessata non appena Andromeda fosse stata sacrificata al mostro. La bella principessa fu quindi incatenata ad uno scoglio in attesa dell'arrivo della balena; ma a questo punto intervenne il prode Perseo sul cavallo alato Pegaso, e tramutò la balena in pietrà facendole vedere la testa del Gorgone. Una volta neutralizzata, Perseo poté liberare Andromeda, che divenna in seguito sua sposa.


   Ammasso stellare:
Zona ad elevata concentrazione di stelle. Esistono due tipi di ammassi stellari: aperto e globulare (vedi sotto).


   Ammasso aperto:
Raggruppamento di molte stelle (da alcune decine a diverse migliaia, aventi tutte la stessa età), posto all'interno della galassia. Hanno una forma irregolare e generalmente le stelle che lo compongono originano da una stessa nebulosa gassosa (motivo per cui possiedono anche le stesse caratteristiche chimico-fisiche).
I più celebri ammassi aperti sono quello delle Pleiadi (M45), e delle Iadi, posti entrambi nella costellazione del Toro e visibili anche ad occhio nudo.


   Ammasso globulare (cluster):
Raggruppamento di molte stelle (diverse centinaia di migliaia, fino ad un milione) posti esternamente ad una galassia. Le stelle presenti all'interno di un ammasso globulare sono realmente molto vicine tra loro, la cui età è generalmente molto avanzata. Secondo recenti teorie infatti, tali ammassi si sarebbero formati poco dopo il Big Bang.
M13 è il più celebre ammasso globulare (situato nella costellazione di Ercole).


   Anelli di diffrazione:
Anelli concentrici che circondano l'immagine di una stella osservata ad elevati ingrandimenti con un telescopio. Sono dovuti alla natura ondulatoria della luce, oltre che alle caratteristiche del telescopio stesso.


   Angstrom (Å):
Unità di misura della lunghezza, pari alla centomilionesima parte di un centimetro (10-10m). E' usata per definire la lunghezza d'onda nei sistemi UBV di Jhonson e Morgan.


   Anno-luce:
Unità di misura pari alla distanza percorsa da un fascio di luce in un anno (circa 9640 milioni di chilometri). Altre unità di misura usate in Astronomia: U.A. (Unità Astronomica), Parsec.


   Antiapice solare:
Il punto del cielo opposto all'apice solare.


   Antoniadi, scala di:
Indice delle condizioni atmoscferiche (seeng) durante un'osservazione. Viene espressa con dei numeri romani progressivi, secondo questo schema:

I- visibilità perfetta, turbolenza atmosferica assente;
II- lievi disturbi, ma con numerosi momenti di calma, anche di lunga durata;
III- visibilità discreta, con una moderata turbolenza atmosferica;
IV- visibilità scadente, turbolenza vistosa e difficoltà nelle osservazioni;
V- visibilità cattiva, tale da rendere impossibile individuare dettagli celesti;

Tale sistema di valutazione prende il nome dall'astronomo Eugene Michael Antoniadi.


   Apertura:
Riferito ai telescopi, indica il diametro dello specchio o dell'obiettivo contenuto in esso; è un parametro molto importante per la scelta di un telescopio, in quanto (a parità di lavorazione dello specchio) più l'apertura è elevata, più il telescopio sarà in grado di catturare la debole luce degli oggetti celesti.
Viene espressa generalemente in millimetri, o al più in centimetri.


   Apice solare:
Punto della sfera celeste verso il quale si muove il Sole alla velocità di 19 Km/s; è situato nella costellazione di Ercole.
Contrario: Antiapice solare


   Apogeo:
(dal greco apos: lontano e geos: Terra) E' il punto dell'orbita di un corpo celeste più lontano dalla Terra.
Contrario: Perigeo.


   Arturo (a Bootis):
Stella della costellazione di Bootes (Bifolco in Italiano), di magnitudine -0,04 e di colore arancione. Il suo diametro è 27 volte più grande di quello del Sole, ed è la quarta stella più luminosa della volta celeste.


   Ascensione Retta (AR):
Una delle due coordinate celesti di un astro nel sistema di riferimento equatoriale, corrispondente all'arco di equatore celeste, misurato in senso antiorario, compreso il meridiano celeste passante per il punto g (equinozio di primavera) e quello passante per l'astro; si misura in ore, minuti e secondi oppure in gradi sessagesimali.


   Ashen, luce di:
Debole luminosità dell'emisfero in ombra di Venere, la cui origine è tuttora sconosciuta. Il miglior momento per osservarla si verifica quando Venere è in fase crescente.


   Asteroide:
Ciascuno dei corpi secondari del sistema solare, di diametro compreso tra 1 Km e 1000 Km, di forma irregolare e di natura rocciosa. Sono noti diverse migliaia di asteroidi, tutti compresi in una fascia estesa tra le orbite di Marte e Giove. Il più grande e il primo ad essere scoperto è Cerere, mentre l'unico a restare sempre sotto il limite della magnitudine visuale 6.0 è Vesta.
Non si conosce con precisione la loro origine, ma secondo recenti teorie potrebbero essere i resti di un pianeta disgregatosi o mai formato.
Il loro nome viene scelto direttamente dallo scopritore ed è sempre preceduto da un numero. Esempio: 1 Ceres (il primo ad essere scoperto), 2 Pallas (il secondo asteroide scoperto), 3 Juno, 4 Vesta, ecc.
Sinonimo: pianetino.


   Astrofisica:
Ramo dell'astronomia che studia la natura dei corpi celesti e i loro fenomeni tramite l'applicazione delle leggi della Fisica e l'utilizzazione di strumenti sofisticati posti a terra o su palloni atmosferici, razzi, satelliti e sonde interplanetarie automatiche. Nata agli inizi del XIX secolo con l'applicazione di metodi spettroscopici allo studio delle composizioni chimiche delle atmosfere stellari, l'Astrofisica ha permesso di delineare un quadro completamente nuovo, in ogni banda dello spettro elettrometrico, dei fenomeni che avvalgono l'Universo, sia a livello di Fisica solare o planimetria su scala galattica (nane bianche, pulsar, buchi neri, ecc.) ed extragalattica (galassie attive, quasar, ecc.), sia a livello cosmologico (prove a favore del Big Bang: espansione dell'Universo; radiazione termica fossile a 3K).


   Astrolabio:
Antico strumento astronomico di rame ed ottone, che permetteva di misurare direttamente l'altezza di un astro sull'orizzonte e di avere una riproduzione del cielo stelato osservato ad una data stabilita; sostituito a partire dal secolo XVIII dal sestante e dal teodolite.


   Astrometria:
Ramo dell'Astronomia che si occupa di misurare le posizioni degli astri e le loro relative variazioni.


   Astronautica:
Insieme delle attività e delle tecniche relative alla navigazione e all'esplorazione spaziale, in particolare alla progettazione, costruzione e uso dei veicoli spaziali.


   Aurora polare:
Fenomeno che si verifica nell'alta atmosfera terrestre, strettamente correlato all'attività del Sole. Le aurore infatti si originano dallo scontro tra particelle cariche provenienti dalla nostra Stella e l'atmosfera; tale scontro infatti produce fotoni di luce, e quindi il fenomeno delle colorate aurore.
Il fenomeno si verifica ad altezze comprese tra gli 80 e i 450 km circa di altezza ed è visibile solo nelle zone circumpolari; questo perchè le particelle provenienti dal sole si dirigono presso i poli magnetici. Molto raramente si verificano aurore visibili a latitudini intermedie.


   Azimut:
Una delle due coordinate celesti del sistema altazimutale (la seconda è l'Altezza), corrispondente all'arco di orizzonte compreso tra il piano contenente il meridiano locale dell'osservatore (cerchio massimo passante per il Nord, il Sud e lo Zenit) e il piano verticale passante per l'astro. Viene misurato da Nord verso Est e da 0 a 360 gradi.





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