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Leonidi Show
Come annunciato nei giorni scorsi, le Leonidi di quest'anno non hanno affatto deluso le aspettative degli appassionati (vedi le recenti notizie), regalando uno spettacolo indimenticabile a chi non ha dovuto fare i conti con le nuvole. Il sito
Spaceweather.com ha raccolto in una galleria fotografica le immagini più belle provenienti da tutto il mondo. On-line anche i primi filmati!
La galleria fotografica
La notte delle Leonidi
Come previsto, questa notte si è verificato il picco dello sciame delle Leonidi. Secondo le prime stime, l'attività massima è stata raggiunta tra le 4:45 e le 5:20 ora Italiana, e si è attestata sulle 10/15 meteore al minuto (ZHR di circa 3500/5000 unità). Purtroppo le nuvole non sono state molto clementi nel nostro paese, ma alcuni astrofili sono riusciti ugualmente ad osservare numerose Leonidi. Prossimi aggiornamenti.
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Conto alla rovescia!
Mancano ormai poche ore al massimo dello sciame meteorico delle
Leonidi. Se il tempo lo permetterà, poco prima di martedì 19 novembre, dall'Italia sarà possibile vedere un elevato numero di stelle cadenti; le stime parlano di 1000/6000 meteore all'ora. Probabile elevato numero di bolidi!
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Immagini dalla Cassini
Nonostante la sonda Cassini si trovi ancora a 285 milioni di chilometri da Saturno, ha già scattato una foto del pianeta inanellato. Si è trattato di un test della fotocamera installata a bordo, che ovviamente si è rivelato un successo. Il punto luminoso in alto (visibile nella
foto ingrandita) è Titano, il più grande dei satelliti naturali di Saturno.
La sonda raggiungerà il pianeta tra circa 20 mesi.
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Batteri su Venere?
Recentemente un team di astrobiologi sono giunti alla conclusione che, nelle nuvole di Venere, potrebbero essere presenti dei batteri simili a quelli della Terra primordiale. Nell'atmosfera venusiana infatti, sono presenti numerose particelle d'acqua con delle caratteristiche spiegabili solo con la presenza di microbi.
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06/10/2002 ore 13:00
Fonte: Urania
Piccoli buchi neri
Recentemente Hubble ha trovato alcuni buchi neri di mezza taglia; per individuarli è stato necessario cercare in due ammassi globulari (M15 e G1). Nonostante il termine possa far sembrare il contrario, i buchi neri di mezza taglia sono comunque enormi rispetto al Sole (migliaia di volte più massicci di quest'ultimo).
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